La versione della favola di Cappuccetto Rosso scritta dai fratelli Grimm (pubblicata nel 1812) è una delle più celebri e si distingue per il suo tono edulcorato e il lieto fine, differente da quella più cruda di Charles Perrault. Entrambe le versioni evidenziano il percorso di crescita della protagonista, che attraverso l'incontro con il "Male" (il lupo), diventa più consapevole dei pericoli del mondo.
Le nonne, si sa, sono sempre in cerca di qualcosa da regalare ai loro nipotini. Una volta una nonna regalò un berretto di velluto rosso alla sua nipotina e, poiché le stava così bene, tutti cominciarono a chiamarla Cappuccetto Rosso.
Un giorno la madre di Cappuccetto Rosso la chiamò e le disse: "Prendi questo cestino con della dolce focaccia e una bottiglia di vino e portali a tua nonna, che è malata e debole, e questo le sarà di aiuto. Mi raccomando, cammina con prudenza e segui il sentiero, altrimenti potresti cadere e rompere la bottiglia, e allora la nonna non riceverà nulla. Quando arrivi dalla nonna, non dimenticare di salutarla, e cerca di non curiosare per tutta la casa". "Va bene, mamma", disse Cappuccetto Rosso: "farò come hai detto tu".
La nonna viveva in una casetta nel bosco, a circa mezz'ora di cammino dal villaggio. Non appena Cappuccetto Rosso si addentrò nel bosco, incontrò un lupo. La bambina non aveva idea di che tipo di bestia feroce fosse per cui non ne ebbe paura.
"Ciao, Cappuccetto Rosso", disse il lupo. "Buongiorno a te gentile lupo", rispose con un sorriso Cappuccetto Rosso.
"Dove vai così di buon mattino?" - "Vado a casa della mia nonna."
"E cosa porti di bello in quel cestino?" - "Focaccia e vino. Ieri era giorno di dolci, così la mia povera nonna malata avrà qualcosa di buono per mettersi in forze."
"E dove si trova la casa di tua nonna?" - "A circa mezzo chilometro più in là nel bosco. La sua casa è sotto tre grandi querce, accanto ad alcuni noccioli. Probabilmente li hai già visti", rispose Cappuccetto Rosso con innocenza.
Il lupo cominciò a leccarsi i baffi pensando a come agire per assaporare entrambi i bocconi. Quindi, dopo aver accompagnato Cappuccetto Rosso per un breve tratto lungo il sentiero, si fermò e le disse: "Guarda, Cappuccetto Rosso, che bei fiori ci sono laggiù. Vai a raccoglierne un po'? Così li porterai a tua nonna che ne sarà felice".
Cappuccetto Rosso girò lo sguardo e, quando vide i raggi del sole tra quella moltitudine di fiori meravigliosi, pensò: "Farò come mi ha detto il lupo. Porterò a mia nonna un bel mazzo di fiori freschi. Lei ne sarà felice; tanto, è così presto che posso sempre arrivare da lei in tempo!" E così uscì fuori dal sentiero e cominciò a raccogliere i fiori.
Approfittando della sosta di Cappuccetto Rosso, il lupo corse dritto a casa della nonna e bussò alla porta. "Chi è?" Chiese la nonna. "Sono Cappuccetto Rosso, ti porto la focaccia e il vino che mi ha dato la mia mamma per te, apri!" Rispose il lupo. "Spingi la porta", urlò la nonna: "sono troppo debole per alzarmi dal letto". Il lupo spinse con forza e la porta si spalancò. Appena entrato, si precipitò dritto verso il letto della nonna e la inghiottì in un solo boccone. Poi indossò gli abiti della nonna, si mise la cuffia da notte in testa, e si sdraiò sul letto.
Nel frattempo, Cappuccetto Rosso correva dietro ai fiori e, quando ne ebbe raccolti a decine, si ricordò della commissione che le aveva dato la mamma e si diresse verso la casa della nonna. Fu molto sorpresa di vedere che la porta era aperta e, quando entrò in casa, sentì che c'era qualcosa di strano, ma non sapeva che cosa. Ma il vero stupore cominciò a prendere forma quando, avvicinandosi al letto, vide la nonna sdraiata, con il berretto calato sul naso.
"Nonna, perché hai le orecchie così grandi?" - "È per sentirti meglio." - "Oh, nonna, che occhi grandi che hai!" - "È per vederti meglio." - "Nonna, che mani grandi che hai!" - "È per abbracciarti meglio." - "Ma, nonna, perché la tua bocca è così grande?" - "È per mangiarti meglio!" Non appena il lupo finì di dire quest'ultima frase, saltò fuori da sotto la coperta e ingoiò la povera Cappuccetto Rosso.
Dopo essersi saziato in quel modo, il lupo si sdraiò nuovamente sul letto, si addormentò e cominciò a russare quanto più forte poteva. Proprio in quel momento un cacciatore stava passando davanti alla casa della nonna e pensò: "Perché la vecchia russa così forte? Forse le è successo qualcosa?"
Entrò in casa, guardò verso il letto e vide il lupo sdraiato sopra. "Finalmente ti ho preso, vecchio furfante!" disse il cacciatore: "È da un po' che non cerco di prenderti."
In un primo momento, il cacciatore puntò il fucile verso il lupo, ma poi, vedendo la pancia gonfia della bestia, pensò che lì dentro ci potesse essere la nonna. Prese le forbici e cominciò a tagliargli la pancia. Infatti, davanti agli occhi sbalorditi dell'uomo, dalla pancia del lupo uscirono Cappuccetto Rosso e la nonna, che riusciva a malapena a riprendere fiato.
Cappuccetto Rosso ebbe un'idea. Prese delle grosse pietre, le mise nella pancia del lupo, poi disse alla nonna di cucirgli il taglio. Quando il lupo si svegliò, voleva scappare via, ma non riuscì a sopportare il peso delle pietre, cadde a terra e morì.
Ciò rese tutti e tre felici: il cacciatore ebbe la pelle del lupo, la nonna mangiò la focaccia e bevve il vino che le aveva portato la nipote, e Cappuccetto Rosso capì la lezione. "D'ora in avanti" disse: "seguirò sempre i consigli della mia mamma."
Morale: la fiaba serve come monito diretto ai bambini a obbedire ai genitori e a non fidarsi degli estranei.
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Cappuccetto Rosso: versione scritta dai fratelli Grimm
Scritto e pubblicato da Gennaro Langella Addì febbraio 24, 2026 0
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