Trilussa è lo pseudonimo (anagrammato) di Carlo Alberto Salustri (nato a Roma nel 1871, morto a Roma nel 1950). Trilussa è stato un celebre poeta, scrittore e giornalista italiano, noto come il più importante autore satirico in dialetto romanesco del ventesimo secolo. Famoso per le sue satire sociali e politiche, attraverso sonetti, favole e poesie, ha descritto con ironia e cinismo la società borghese, la politica e la vita quotidiana romana.
Attraverso argute favole, racconti e sonetti, Trilussa criticava la borghesia e le ingiustizie del suo tempo. Iniziò a pubblicare sonetti già all'età di sedici anni e trascorse gran parte della sua carriera letteraria collaborando con i giornali di allora, raccogliendo in seguito le sue opere in volumi come Favole. Trilussa fu nominato senatore a vita della Repubblica italiana poco prima di morire.
Trilussa: Er leone riconoscente
Ner deserto dell' Africa, un Leone
che j' era entrato un ago drento ar piede,
chiamò un Tenente pe' l' operazzione.
- Bravo! - je disse doppo - Io t' aringrazzio:
vedrai che te sarò riconoscente
d' avemme libberato da 'sto strazio;
qual'è er pensiere tuo? d' esse promosso?
Embè, s' io posso te darò 'na mano...
E in quela notte istessa
mantenne la promessa
più mejo d' un cristiano;
ritornò dar Tenente e disse: - Amico,
la promozzione è certa, e te lo dico
perchè me so magnato er Capitano
"Er leone riconoscente" è una favola in dialetto romanesco che narra di un leone che, curato da un tenente per una spina nel piede, promette riconoscenza. Il leone dimostra il suo ringraziamento divorando il Capitano, assicurando, così, la promozione al tenente. Trilussa utilizza questa metrica sprezzante per ridicolizzare l'ambizione umana: la gratitudine del leone si manifesta in modo pratico e spietato, assecondando la logica cinica della carriera che spesso si fonda sulla sventura altrui.
Trilussa: Foglie gialle
Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle
come farfalle
spensierate?
Venite da lontano o da vicino
da un bosco o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso che vi porta via?
"Foglie Gialle" è una breve e malinconica lirica autunnale, inclusa nella raccolta "Le Storie" (1923), che usa l'immagine delle foglie che cadono, per riflettere sulla fugacità della vita (la vecchiaia) e l'inevitabile fine di ogni cosa. Il poeta romano intreccia un tono leggero con una profonda tristezza.
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