Le favole di Esopo sono racconti brevi creati dall'antico scrittore greco tra il 620 a.C. e il 564 a.C. circa, e, nonostante sia passato tutto questo tempo, rimangono attuali ancora oggi. Gli eroi delle favole di Esopo sono generalmente degli animali. Il più delle volte le storie descrivono vizi deprecabili, tra cui avidità, crudeltà, invidia, stupidità, inganno, ecc. Le metafore delle favole spronano i lettori ad esaminare il comportamento dei personaggi e ad addentrarsi negli angoli bui dell'animo umano. Leggendo le favole di Esopo, i bambini imparano a distinguere tra il bene e il male, e a essere riflessivi, onesti e giusti.
In una fresca mattina d'autunno una volpe affamata si intrufolò in un giardino in cerca di qualcosa da mangiare. A un certo punto vide in alto un bellissimo grappolo d'uva succosa che pendeva dal tralcio di una vite, proprio davanti ai suoi occhi.
"È proprio quello che mi ci voleva!" Pensò, saltando una, due, tre volte, ma invano. Ciò che la volpe non sapeva era che il grappolo d'uva si trovava molto più in alto di quanto avesse immaginato. Fece alcuni passi indietro, poi prese la rincorsa e provò a saltare di nuovo impiegando tutta la forza che aveva, ma non riuscì a raggiungere l'uva.
Stanca per lo sforzo e non riuscendo a raggiungere il suo obiettivo, la volpe si convinse che fosse inutile riprovare. L'uva era troppo alta e la poverina provò una profonda frustrazione. Esausta e rassegnata, decise di rinunciare all'uva.
Mentre la volpe stava per tornare alla sua tana, vide un uccello che, appollaiato su un ramo lì vicino, aveva osservato tutta la scena. Pensando di essersi resa ridicola per non essere riuscita a prendere l'uva, la volpe si avvicinò all'uccello e disse: "In verità, avrei potuto raggiungere l'uva se fosse stata matura, ma poiché mi sono resa conto che gli acini erano verdi, ho deciso di rinunciare, poiché l'uva acerba non è un buon alimento per un palato fine come il mio".
La volpe continuò a camminare a testa alta per la sua strada, cercando di convincersi che non era per mancanza di sforzi che non aveva mangiato quell'uva deliziosa, ma solo perché era acerba.
La morale di questa favola ci fa riflettere sul fatto che se non riusciamo a ottenere qualcosa per una nostra mancanza, non dobbiamo dare la colpa alle circostanze.
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Favola di Esopo: La volpe e l'uva acerba
Scritto e pubblicato da Gennaro Langella Addì marzo 07, 2026 0
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