La storia del Bosco dei Due Cuori

storia del Bosco dei Due Cuori
Nel più profondo di una valle che non compare su nessuna mappa, esiste un luogo che nessuno ha mai visto: il Bosco dei Due Cuori. È un luogo che si tramanda sottovoce, come si fa con le cose preziose, e ogni volta cambia un po’, perché il bosco ascolta e si lascia modellare da chi lo racconta.

Tanti anni fa, in questo bosco si è consumata una storia di invidia e di generosità, due concetti che descrivono atteggiamenti, emozioni e stili comportamentali umani in contrasto tra loro, e di un incantesimo che si ritorce contro chi lo lancia. Un racconto fiabesco tra il tenebroso e luminoso, proprio come piace a me, e un finale che respira aria di speranza.

Nel Bosco dei Due Cuori vivevano Luce e Ombra, due giovani allievi cresciuti insieme sotto la guida dello stesso Maestro, un uomo anziano molto saggio che insegnava a leggere i sussurri degli alberi e a parlare con le piccole lucciole magiche che abitano il mondo.

Luce aveva un dono assai raro: non appena toccava qualcosa con le mani, quella cosa riluceva, come se ritornasse alla sua forma di purezza. Ombra, invece, aveva un talento meno vistoso ma ugualmente potente: sapeva ascoltare ciò che gli altri non dicevano, e spesso era lei a capire per prima quando qualcuno aveva bisogno di aiuto.

Crebbero insieme, e per molti anni furono inseparabili. Poi, un giorno, il Maestro, ormai troppo vecchio e stanco, annunciò che avrebbe scelto uno dei due come suo successore.

Fu così che nacque l'invidia:

Fu scelto Luce. Non perché aveva dei meriti maggiori, ma perché il suo dono era più raro, più appariscente, più appropriato da mostrare al Consiglio del Bosco dei Due Cuori.

Udendo quell'annuncio, Ombra si mostrò felice davanti a tutti i presenti, ma il suo fu un sorriso rigido, teso e artificiale. Dentro di sé sentì qualcosa muoversi. Un'orribile creatura, nera come la fuliggine, entrò nel suo cuore e le sussurrò: "Non sei abbastanza per lui, ora. Presto ti lascerà indietro." Quella creatura aveva un nome antico: Invidia.

Da quel giorno Ombra iniziò a cambiare. Nascondeva gli oggetti di Luce, scompaginava i suoi appunti, lasciava che piccoli incantesimi, qua e là, gli sfuggissero di mano. Nulla di grave, niente di troppo cattivo, ma abbastanza seri da fargli commettere degli errori nei momenti importanti, screditandolo agli occhi degli altri.

Luce, che vedeva la buona fede nel cuore delle persone, non capiva. Sentiva solo che qualcosa tra loro si stava spezzando.

Il tradimento:

Il Consiglio del Bosco convocò Luce per una prova decisiva: doveva rendere luminoso il "Sentiero delle Radici", un luogo buio dove la luce non entrava da secoli.

Ombra, divorata dalla creatura malvagia che le era entrata nel cuore, fece una cosa molto cattiva: nascose lo specchio magico che amplificava il dono di Luce. Senza quello specchio, portare a termina la prova sarebbe stato impossibile.

Quando tutto sembrava volgere al peggio, Ombra notò che la creatura dell'Invidia nel suo cuore era cresciuta. Era diventata enorme. Non sussurrava più: ringhiava. Ombra capì che non era lei a usare quella creatura, ma era la creatura a usare lei.

La confessione:

Ombra andò da Luce e gli disse tutto. Luce non si arrabbiò. Non gridò e le disse soltanto: "Se avevi paura di perdermi, perché non me lo hai detto?"

Quelle parole sortirono l'effetto di un incantesimo. La creatura dell'Invidia si ritrasse dal cuore di Ombra, si accartocciò e cadde a terra come una foglia secca. Ombra pianse. Non per dolore, ma per sollievo.

Luce affrontò la prova senza lo specchio, usando solamente il suo dono naturale. E funzionò. Il Sentiero delle Radici si illuminò di una luce viva, sebbene tremante, ma umana. Il Consiglio lo nominò successore del Maestro, ma Luce rifiutò. Disse che il Bosco aveva bisogno di due cuori, non di uno solo.

Il lieto fine:

Luce e Ombra divennero i primi Custodi Gemelli del Bosco dei Due Cuori: uno dava luce alle cose, l'altra ne ascoltava le ombre. Da quel giorno, ogni volta che qualcuno chiedeva loro quale fosse la lezione più importante, essi rispondevano: "L'invidia nasce quando dimentichi il tuo valore. La verità, anche quando fa male, è la magia che ti salva".

N.B.: Questa è una storia inventata, per cui, ogni riferimento a fatti o persone reali è da ritenersi puramente casuale.

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