Scrivere è un viaggio, e il mio carburante parla napoletano

il mio pc accanto alla mia Frog
Molti dicono che a Napoli il caffè sia più buono grazie all'aria di mare o per l'acqua. Per me che sono un appassionato di scrittura, il vero segreto sta nel rito. Caffè macinato fresco, acqua di qualità e una pausa per assaporarlo, trasformando ogni tazzina in un'esperienza sensoriale di gratitudine e benessere personale, piuttosto che in una deprimente consuetudine.

Sapevate che fu la regina Maria Carolina d'Asburgo, moglie di Ferdinando IV di Borbone, a portarlo a Napoli nel XVIII secolo? Da allora, i napoletani non l'hanno più lasciato andare, trasformando la bevanda in pura arte della tostatura (molto scura dei chicchi, per esaltare gli oli essenziali), oltre che in un atto di solidarietà. Pensate al caffè sospeso, nato nei quartieri popolari dove chi era abbiente pagava due caffè: uno per sé e uno per chi non poteva permetterselo.

Oggi la mia musa ha una forma piuttosto diversa da quella che è notoriamente rappresentata nell'immaginario collettivo. In pratica, la mia fonte di ispirazione, stimolo e guida che mi permette di superare il blocco dello scrittore, che accresce la mia creatività e dà forma alle mie pagine, stimolando il pensiero artistico, è la mia "Frog". Pratica, veloce, ma capace di regalarmi quell'espresso cremoso e intenso che sa come dare un ritmo alle parole, costruendo un ponte perfetto tra l'antica tradizione del gusto e la velocità della vita moderna.

A differenza della Moka, la Frog spinge l'acqua attraverso la cialda a una pressione elevata, estraendo quegli oli che creano la tipica "cremina" scura che tanto adoro. E poi, non c'è niente di peggio che interrompere il flusso creativo per pulire la polvere di caffè sparsa sul tavolo. Con la cialda è tutto più rapido e pulito: perfetto per tornare subito alla tastiera.

Una cialda, il profumo che riempie la stanza e la pagina bianca che, come per magia, inizia a popolarsi di storie. La Frog è ormai diventata un piccolo "monumento" nelle case e negli uffici napoletani. È la prova di come la tecnologia si sia adattata perfettamente al gusto locale, regalando un espresso cremoso e bollente. Inoltre, usando le cialde in carta (E.S.E.), facciamo anche un favore all'ambiente, dato che sono compostabili.

E voi? Siete tipi da lenta Cuccumella o preferite cominciare la giornata con un espresso veloce?

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