Asini si nasce o si diventa?

Uomo lava la testa all'asino
Asini si nasce, biologicamente parlando, da un'asina dopo di un periodo di gravidanza di 11-14 mesi. Non possono essere "creati" da altre specie. Gli asini costituiscono una specie a sé stante sebbene possano ibridarsi con i cavalli, creando muli o bardotti, a seconda che si tratti di un asino e una cavalla o un cavallo e un'asina.

Tutt'altra faccenda, invece, quando si parla di "asinità" come ignoranza. Nel contesto filosofico, l'asinità non è una condizione innata di inconsapevolezza, ma una condizione esistenziale, culturale ed etica in cui l'essere umano può scivolare a causa della presunzione, dell'indifferenza, dell'ignoranza o della mancanza di pensiero critico.

A questo proposito, Giordano Bruno (1548-1600), un monaco domenicano, nonché filosofo e astronomo, scriveva che l'intelligenza non è un'eredità biologica automatica, ma una costruzione che si sviluppa nel corso della vita, influenzata dalla cultura e dall'educazione. Nelle sue opere satiriche, "Cabala del cavallo pegaseo" e "l'Asino Cillenico", il sacerdote domenicano descrive la "dotta ignoranza" o l'umiltà intellettuale, come un asino che, consapevole dei propri limiti (asinità), riconosce la necessità di studiare e apprendere, in antitesi ai pedanti saccenti.

Nel pensiero di Bruno, l'asino rappresenta sia la mancanza di conoscenza che il transito verso di essa, riferendosi a chi sa di non sapere in contrapposizione alla falsa sapienza dei presuntuosi, i quali presumono di sapere tutto senza realmente conoscere.

Diventare asini significa il più delle volte conformarsi alla stupidità comune o non saper decidere, come illustrato nel famoso paradosso dell'asino di Buridano, che narra di un asino affamato, posto esattamente a metà tra due mucchi di fieno identici, muore di fame non sapendo quale scegliere.

La saggezza rimane in silenzio di fronte all'ignoranza: Si racconta che Socrate reagì con calma a un'aggressione fisica (con schiaffi o calci), da parte di un uomo rozzo, spiegando che non avrebbe senso offendersi per l'aggressività di qualcuno che si comporta come un somaro.

In conclusione, sebbene anche i proverbi nella tradizione popolare italiana raccontano spesso l'innata testardaggine e ignoranza dell'asino, tra cui: "A lavare la testa all'asino si perde l'acqua e il sapone" (raffigurato nella foto in alto), nel linguaggio comune viene usato per riferirsi a qualcuno che, pur essendo in grado di cambiare o imparare, sceglie di non farlo, suggerendo che la stupidità sia più una questione di atteggiamento o di mancanza di forza di volontà che un diritto di nascita.

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