Pasqua cattolica e ortodossa: perché si festeggiano in giorni diversi

auguri di buona Pasqua
La Pasqua è un'importante festività religiosa celebrata sia dalla Chiesa cristiana che da quella ortodossa nella prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera. Questa celebrazione commemora la resurrezione di Gesù a Gerusalemme e la promessa della vita eterna per tutti i credenti, siano essi cristiani che ortodossi.

La Pasqua segue due cicli: la Quaresima (che comprende le tre domeniche precedenti) e la Settimana Santa. L'ultima delle tre domeniche di Quaresima si conclude con la "Domenica delle Palme", giorno propizio al perdono e alla riconciliazione tra i componenti all'interno delle comunità religiose.

Durante la Quaresima (che dura 40 giorni), si osserva un rigoroso digiuno seguendo una dieta che escluda la carne, quale simbolo di una preparazione spirituale che rafforzi la carità e la preghiera attraverso l'astinenza da determinati alimenti e bevande. Terminata la Quaresima, le famiglie si riuniscono per condividere piatti tradizionali, soprattutto pasti a base di agnello.

Perché i cattolici e gli ortodossi celebrano la Pasqua in date diverse?


La Pasqua ortodossa e quella cattolica celebrano entrambe la Risurrezione di Gesù, ma spesso in date diverse a causa dell'uso del calendario giuliano da parte ortodossi, rispetto a quello gregoriano utilizzato dai cattolici. Entrambe le festività seguono la quaresima, ma gli ortodossi (conservatori), osservano un digiuno assai più rigoroso in confronto ai cristiani.

Per comprendere ciò, dobbiamo tornare indietro di circa mezzo millennio e prestare attenzione a ciò che ha dato origine a questi due rami del cristianesimo.

Domanda: Cosa successe in Europa tra il 5 e il 14 ottobre 1582?


La risposta vi sorprenderà, perché in realtà non è successo proprio nulla. Quei giorni non sono mai esistiti, poiché la notte del 4 ottobre di quell'anno, quando la gente andò a dormire, ebbe luogo un vero e proprio viaggio nel futuro. In pratica, i giorni compresi tra il 5 e il 14 di ottobre furono letteralmente cancellati dal calendario, e ci si risvegliò la mattina seguente che era già il 15 dello stesso mese (un po' come attualmente accade con l'ora legale).

La cancellazione di questi 10 giorni avvenne per ordine di Papa Gregorio XIII (attraverso la celebre bolla "Inter gravissimas" del 24 febbraio 1582), il quale decise di introdurre il nuovo calendario, sostituendo quello giuliano, per correggere lo sfasamento stagionale ed essere in linea con i movimenti delle stelle.

Nacque così il calendario che usiamo oggi in tutto l'Occidente, non solo per celebrare festività ed eventi religiosi ma anche per ricorrenze civili. In onore del suo ideatore (Papa Gregorio XIII), fu chiamato calendario gregoriano.

Perché la Pasqua cattolica e quella ortodossa si festeggiano in giorni diversi?


Il fatto è che la Chiesa cattolica segue il calendario gregoriano, mentre la Chiesa ortodossa (più tradizionalista), utilizza il calendario giuliano. Ora, sebbene entrambi i religiosi festeggino la Pasqua nella prima domenica dopo la luna piena successiva all'equinozio di primavera (come stabilito dal Concilio di Nicea, tenutosi nel 325 su iniziativa dell'imperatore Costantino I), va considerata la distanza temporale tra il calendario giuliano e il calendario gregoriano, giacché, attualmente, il primo è in ritardo sul secondo di circa 13 giorni. Questo è il motivo per cui molte volte la data della festa pasquale differisce nei due calendari.

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