Anche la ruota di scorta ha la sua storia. La nascita della ruota di scorta risale al 1904, quando un certo Thomas Morris Davies e suo fratello Walter Davies, aprirono un negozio di ferramenta in Stepney Road a Llanelli, in Galles (Regno Unito). A quel tempo, le gomme delle auto si foravano spesso a causa delle strade acciottolate e non asfaltate, così i due fratelli ebbero l'idea di creare un cerchione senza raggi dotato di uno pneumatico gonfiabile.
Da allora, le auto hanno iniziato a essere equipaggiate con la ruota di scorta, un accessorio che sebbene non sia mai stato obbligatorio, era consigliato per poter risolvere una foratura, uno scoppio o qualsiasi altro problema allo pneumatico e quindi poter continuare a guidare senza intralciare o mettere in pericolo gli altri automobilisti. La ruota di scorta (o il ruotino di emergenza), era posta solitamente sotto il pianale del bagagliaio o sul portellone posteriore nel caso dei SUV.
Perché le auto moderne non hanno più la ruota di scorta?
Diversi fattori stanno spingendo le case automobilistiche ad abolire la ruota di scorta, tra cui:
1. Risparmiare spazio: Uno degli obiettivi principali dei produttori di automobili è sempre stato quello di risparmiare spazio. Inizialmente, la quinta ruota aveva le stesse dimensioni delle quattro ruote montate sul veicolo e permetteva di guidare senza limitazioni di velocità o chilometraggio fino alla riparazione. Successivamente, si optò per una ruota di scorta più piccola e leggera, cosiddetta "ruotino di emergenza", più stretta e compatta. La sua funzione era temporanea, generalmente limitata a una velocità massima di 80 km/h e a brevi distanze (max 100 km) per raggiungere un'officina.
2. Riduzione del peso: Ridurre il consumo di carburante e delle emissioni è un altro degli obiettivi primari per le case automobilistiche, principalmente per mettersi in regola con le normative ambientali globali ed europee. Per raggiungere questo obiettivo, si è reso necessario ridurre il peso del veicolo, omettendo la ruota di scorta che, a seconda delle dimensioni, può pesare dai 7 ai 9 chili.
3. Limitazione dei costi: Includere una ruota di scorta fa aumentare il prezzo dell'auto, mentre non metterla consente al produttore di risparmiare, sia in termini di costi di produzione che di efficienza logistica. Eliminare un intero pneumatico e relativo cerchio (che oggi è un accessorio a pagamento) riduce il costo di produzione per ogni singola automobile.
A questi tre fattori va aggiunto il fatto che ci sono sempre più strade asfaltate, più autostrade e superstrade, e meno rischio di foratura rispetto al passato. Inoltre, molte polizze assicurative auto includono l'assistenza stradale, per cui alla fine è più semplice chiamare un carro attrezzi che cambiare una gomma da soli. La conclusione? Gli automobilisti richiedono meno ruote di scorta e i produttori smettono di includerle nella dotazione di serie.
Insomma, se un tempo avere in auto la ruota di scorta era caldamente raccomandato, oggi, molte vetture non ne sono nemmeno dotate, avendola sostituita con un kit di riparazione pneumatici, solitamente posizionato nel bagagliaio. Il set "ripara gomme" comprende un piccolo compressore con manometro per monitorare la pressione (funzionante a 12 volt e alimentato dall'accendisigari) e un flacone di liquido sigillante. Questa combinazione permette di sigillare le forature nel battistrada causate da chiodi o viti e rigonfiare la gomma, in modo da poter raggiungere il gommista più vicino.
Tutto questo è stato possibile con l'avvento delle recenti tecnologie applicate agli pneumatici che rendono tutto più facile, soprattutto grazie ai sistemi di monitoraggio della pressione TPMS (Tire Pressure Monitoring System), che ha trasformato radicalmente la manutenzione e la sicurezza degli pneumatici, consentendo il monitoraggio in tempo reale delle loro condizioni generali, avvisando con anticipo la perdita di pressione.

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