In questo racconto popolare, focalizzato sulla vita quotidiana, viene descritta una conversazione confidenziale tra due animali in cui l'orso mette la scimmia di fronte alla sua ignoranza e ne evidenzia le debolezze. La scimmia, guardando il proprio riflesso allo specchio, vede i difetti di tutti i suoi conoscenti e amici, ma non i propri.
Personaggi:
- Scimmia: Rappresenta quelle persone la cui smisurata autostima fa vedere loro solo i difetti degli altri.
- Orso: Simboleggia il vecchio saggio che vede le cose con maggiore buon senso e che dà buoni consigli (che la scimmia non ascolta).
Titolo: La scimmia e lo specchio:
Una Scimmia, vedendo la sua immagine riflessa nello specchio, diede una leggera spinta all'orso con la zampa e gli disse:
"Guarda, mio caro padrino, che faccia buffa ha quella lì! E quante smorfie e che saltelli fa!
Morirei dalla vergogna, se fossi anche solo un po' come lei.
Ma, ammettiamolo, tra le mie amiche pettegole ce ne sono di così buffe; potrei contarle persino sulle dita di una mano."
L'orso replicò: "Mia cara figlioccia, invece di preoccuparti di contare le pecche degli altri, non sarebbe meglio dare uno sguardo a te stessa?"
Come sempre succede anche nella vita reale, il consiglio dell'assennato orso fu inutile. Ci sono molti esempi simili nel mondo, poiché a nessuno piace riconoscersi nella critica. Spesso le persone trascurano i propri difetti, ma pronti a criticare chiunque.
Così come in questa storia la scimmia non riesce a riconoscersi nel pagliaccio che vede allo specchio, lasciando cadere nel vuoto il consiglio dell'orso, ci sono persone completamente ignare dei propri difetti, ma che non esitato a evidenziare e ridicolizzare quelli degli altri.
Poi ci sono persone che a differenza dell'orso di questa storia, rimangono in silenzio e cercano di non interferire con il comportamento delle "scimmie", accentuando ulteriormente la loro presunzione. Non credo che questa sia la scelta giusta, poiché ignoranza e impudenza dovrebbero essere frenate.
Insomma, lo specchio più difficile da guardare non è quello appeso al muro, ma quello che abbiamo dentro.
E voi? Vi è mai capitato di vedere negli altri qualcosa che, in fondo, apparteneva anche a voi?

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