Questa è la storia di Anna, una donna dolce, docile e remissiva, con un profondo bisogno di compiacere a tutti i costi suo marito.
Una notte, Anna aspettava il ritorno del suo uomo. Era mezzanotte passata, e con ogni probabilità lui era al bar, per cui lei avrebbe dovuto aspettare ancora delle ore. In ogni caso, Anna non era molto entusiasta del suo ritorno, giacché di solito era di cattivo umore quando rientrava tardi.
Anna faceva sempre di tutto per accontentare colui che amava, sperando di conquistare il suo affetto, sebbene sapeva che ciò era estremamente difficile. Quell'uomo cambiava spesso umore ed era molto esigente. Non perdeva occasione di numerarle i suoi molti difetti, rimproverandola continuamente.
Un giorno, suo marito si infuriò con Anna quando la trovò a parlare con un vicino di casa.
"Anna!" Gridò con tutto il fiato che aveva in corpo: "cosa stai facendo? Perché non sei in casa? Non sono forse io il tuo sposo?"
"Io...", disse timidamente Anna con la voce spezzata dalla paura: "mi dispiace, ti prego perdonami!" Pianse, implorando e giurando che non l'avrebbe fatto mai più.
Per tutta risposta, si ritrovò con le spalle contro il muro e percossa con tanta veemenza che perfino le cuciture del suo vestito si ruppero. Dopo di allora, Anna non usciva quasi mai di casa e, quando lo faceva, tornava il più velocemente possibile. Voleva solo che il suo uomo fosse felice e l'amasse. Per ottenere questo, Anna riprometteva a se stessa di non ripetere più gli stessi errori.
Tutte le mattine, Anna chiedeva a suo marito: "Mi ami?" Lui le rispondeva: "Ti amerò quando sarai brava e mi obbedirai".
Anna non sapeva più cosa fare; si era abituata ad essere continuamente sgridata e, quando suo marito la picchiava, lei non emetteva alcun lamento.
Ma una sera accadde qualcosa nel cuore di Anna. Si sentiva particolarmente infelice. Non riusciva a ricordare l'ultima volta che il suo amato consorte le aveva sorriso, e si era stancata di aspettare che si prendesse cura di lei.
Fu in quel momento che prese una decisione. Dopotutto lei aveva cercato con ogni mezzo di rendere felice colui che amava, ma cosa aveva mai fatto lui per lei?
- Si era mai sforzato di compiacerla?
- La domanda successiva spaventò Anna: Suo marito l'aveva mai amata?
- Una voce dentro di lei disse di no.
Anna decise che non voleva continuare a vivere con qualcuno che non si curava di lei. Chi era quell'uomo per pretendere che non uscisse di casa, che non parlasse con i vicini?
In quel momento, accadde qualcosa di straordinario. Anna si avvicinò allo specchio del corridoio e, forse per la prima volta nella sua vita, non cercò i difetti che lui le elencava ogni giorno. Guardò oltre i lividi, oltre la stanchezza. Vide una donna. Una donna stufa di vivere reclusa nell'ombra di un padrone.
Non aspettò il rumore delle chiavi nella toppa. Non ci furono lacrime, né ripensamenti. Anna prese la borsa, aprì la porta d'ingresso e respirò l'aria fredda della notte. Voltò le spalle a quella casa e si incamminò lungo la strada illuminata dai lampioni. Non si voltò indietro. Anna era finalmente libera, e non avrebbe mai più fatto ritorno.

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