Spesso mi metto a pensare ai tempi di quando ero bambino. Allora desideravo diventare grande per avere il controllo della mia vita, ma una volta raggiunta l'età adulta, ecco che quella percezione si è ribaltata. Il controllo che tanto desideravo si manifestato sotto forma di responsabilità, scadenze e doveri.
Per questo motivo, rinuncio ufficialmente a essere adulto.
Con la presente consegno le mie dimissioni dal ruolo di adulto.
Ho deciso di accettare di nuovo la responsabilità di avere sei anni.
Voglio far navigare barchette di carta su uno stagno e fare anelli lanciando sassi nell'acqua.
Voglio essere libero da qualsiasi impegno e dipingere con gli acquerelli.
Voglio uscire di casa in tutta tranquillità, senza preoccuparmi di come sono i miei capelli.
Voglio tornare a casa e trovare un pasto genuino, e qualcuno che mi tagli la carne.
Voglio essere libero di pensare che le caramelle siano meglio dei soldi perché si possono mangiare.
Voglio sdraiarmi all'ombra di una vecchia quercia e vendere limonata con i miei amici in una calda giornata estiva.
Voglio tornare ai tempi in cui la vita era semplice. Quando conoscevo solo i colori, le tabelline e le fiabe. Quando tutto il resto non mi importava, perché non sapevo di non sapere, e non mi preoccupavo di non sapere. Allora pensavo solo a come essere felice perché non conoscevo le cose che adesso mi preoccupano e mi turbano.
Ricordo quando ero felice e pensavo che tutti fossero felici perché lo ero io.
Voglio tornare al tempo in cui pensavo che tutti sarebbero vissuti in eterno, tranne quando ho perso il mio animale domestico.
Voglio tornare a pensare che la cosa peggiore che possa capitarmi sia che qualcuno mi porti via la palla o che mi scelga per ultimo come compagno di squadra.
Voglio credere che tutto sia possibile. Che il mondo sia giusto. Che tutti siano onesti e buoni.
Voglio tornare al tempo in cui non avevo bisogno degli occhiali per leggere.
Voglio allontanarmi dalle complessità della vita e tornare a entusiasmarmi per le piccole cose.
Voglio camminare di nuovo sulla spiaggia, pensando solo alla sabbia tra le dita dei piedi e alla conchiglia più bella che riuscirei a trovare, senza preoccuparmi dell'erosione e dell'inquinamento.
Voglio passare i pomeriggi arrampicandomi sugli alberi e andare in bicicletta al parco, senza la paura che qualcuno mi faccia del male o mi rapisca.
Voglio vivere di nuovo in modo semplice, senza angosciarmi del tempo, dei debiti o di dove trovare i soldi per riparare la macchina.
Voglio pensare a cosa farò da grande, senza preoccuparmi se ci riuscirò oppure no.
Non voglio che nelle mie giornate ci siano computer che si bloccano, montagne di carte sulla mia scrivania, notizie deprimenti o pensare a come arrivare alla fine mese quando non ci sono più soldi sul mio conto in Banca.
Non voglio che le mie giornate siano piene di pettegolezzi, malattie e perdita di persone care.
Non voglio che le mie giornate siano piene di fatture del medico o di medicine.
Voglio tornare a credere nel potere di un sorriso, di un abbraccio, di una stretta di mano, di una parola gentile, della verità, della giustizia, della pace, dei sogni e dell'immaginazione. Voglio tornare a credere nell'umanità e voglio disegnare castelli di sabbia.

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